Search   You are here:  Cosa offre Nonsoloprivacy L'esperto rispondeFavorisca documenti! Quando è lecito e quando no  

Spesso si verifica il caso in cui viene richiesto di esibire un documento di identità personale da parte di privati cittadini, aziende, esercizi privati.

Si tratta di una prassi comune, dettata da ragioni di sicurezza e di controllo. Niente di male, nella maggior parte dei casi. Ma abbiamo voluto verificare,con il supporto dell'avvocato Maglio, se questo comportamento è corretto.

Ne abbiamo scoperte delle belle. Ecco come stanno realmente le cose in base al parere dell'Avvocato Maglio sul quesito che gli abbiamo posto.


"La normativa vigente

In termini generali la materia che mi sottoponete  va affrontata tenendo presente che le finalità ed i casi di utilizzo della Carta di Identità sono espressamente e tassativamente previsti dal
 “Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 - Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza”[1]

Ulteriori disposizioni per l’utilizzo della Carta di Identità sono inoltre fornite dal “Regio Decreto  6 Maggio 1940, N. 635 - Approvazione del Regolamento per l'esecuzione del Testo Unico 18 Giugno 1931, n. 773, delle Leggi di Pubblica Sicurezza”[2]

 

Dall’ analisi delle fonti normative di riferimento, la richiesta di esibizione, copia ed utilizzo della Carta di Identità quale mezzo di identificazione personale è attività riservata alle seguenti categorie di soggetti:

1 Autorità di Pubblica Sicurezza (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Corpo della Guardia di Finanza…)
2 . Pubblica Amministrazione

3. Gestori ed Esercenti di Pubblici Servizi

4. Altri Soggetti previsti da Legge e/o Regolamento


Non è quindi previsto dall’ordinamento che altri soggetti, al di fuori di quelli appartenenti alle suddette categorie, possano richiedere l’esibizione della Carta di Identità quale mezzo di identificazione personale.

 

Il Garante per la protezione dei dati personali

 

Relativamente poi alla possibilità di ottenere una copia della Carta di Identità, la legge in materia è ancora più restrittiva. Il Garante per la protezione dei dati personali si è occupato di questo tema con un provvedimento specifico emanato lo scorso  27 ottobre 2005. In base a tale provvedimento le disposizioni dell'ordinamento che prevedono, la necessità di esibire e conservare la copia della Carta di Identità sono tassativamente le seguenti:


Art. 45 d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, rispetto alle modalità per identificare i cittadini da parte di organi della pubblica amministrazione e di gestori di pubblici servizi;


Art. 6, comma 1, d.l. 27 luglio 2005, n. 144, conv. in l.  31 luglio 2005, n. 155, in materia di contrasto del terrorismo internazionale e in riferimento all'identificazione di schede elettroniche s.i.m.


Il Garante poi ribadisce che la conservazione di tali riproduzioni deve altresì svolgersi nel rispetto delle necessarie misure di sicurezza conformi a quelle prescritte dal Codice nei singoli casi (art. 31 ss. e allegato B del Codice).

 

 

Conclusioni

 

Dall’esame della normativa vigente in materia si può concludere che la Carta di Identità è un documento di identificazione il cui utilizzo, richiesta di esibizione e copia sono tassativamente riservati alle categorie specificatamente previste dalla legge.


Inoltre come ha precisato il Garante nella “Newsletter n° 267 del 25 novembre 2005  “ le richieste di esibizione ed utilizzo della Carta di Identità quale mezzo di identificazione dell’interessato devono rispettare il principio di pertinenza e proporzionalità.


I Titolari pertanto, devono evitare richieste eccessive di dati e per identificare l’interessato devono basarsi primariamente su altre modalità ed elementi di valutazione quali:

-       la conoscenza personale

-       atti o documenti acquisiti in precedenza


L'esibizione, la produzione (anche in via telematica) la conservazione, di una copia del documento di riconoscimento o l'eventuale annotazione dei suoi estremi, devono considerarsi modalità residuali per l’identificazione dell’interessato, che devono essere valutate caso per caso ed esercitate esclusivamente dai soggetti autorizzati dalla legge.


A giudizio del Garante un uso indiscriminato o non regolamentato dei dati personali, infatti può generare gravi rischi di perdita del controllo delle proprie informazioni personali, che possono causare ingenti danni patrimoniali (quali ad es: furti bancari) o problemi di illeciti penali dovuti alla simulazione informatizzata dell’identità personale di un individuo.

 

Malgrado questo approccio particolarmente rigoroso, sulla base della prassi consolidata in materia ritengo che il ricorso a questo strumento di identificazione e la raccolta di dati ulteriori (quali il recapito telefonico) possano ugualmente giustificarsi, purchè si possa opportunamente dimostrare che i rischi di danneggiamento e lesione connessi all’ingresso di estranei nei luoghi di lavoro non siano diversamente evitabili. occorrerebbe quindi impostare quest’attività valorizzando adeguatamente la funzione preventiva che potrebbe assumere l’identificazione sistematica dei visitatori, svolgendo un ruolo di deterrente rispetto alla commissione di illeciti e violazioni rispetto alle norme di comportamento interno.

Inoltre occorrerà curare con particolare attenzione i diritti degli interessati. In particolare deve essere assicurato agli interessati identificati l’effettivo esercizio dei propri diritti in conformità al Codice, in particolare quello di accedere ai dati che li riguardano, di verificare le finalità, le modalità e la logica del trattamento e di ottenere l’interruzione di un trattamento illecito, in specie quando non sono adottate idonee misure di sicurezza o il sistema è utilizzato da persone non debitamente autorizzate (art. 7 del Codice).

L’interessato dovrà, prima di esibire i documenti,ricevere adeguata informativa e occorrerà definire le finalità e le modalità di utilizzo dei dati raccolti. Si dovrà poi definire i tempi di conservazione dei dati e stabilire chi possa accedervi all’interno dell’azienda e per quali fini.



[1] In particolare questa normativa prevede i seguenti casi di utilizzo della Carta di Identità:

 

Art. 109 - I gestori delle strutture ricettive di cui all'articolo 6 della legge 17 maggio 1983, n. 217, (alberghi, motels, villaggi-albergo, residenze turistico-alberghiere, campeggi, villaggi turistici, alloggi agro-turistici, esercizi di affittacamere, case e appartamenti per vacanze, case per ferie, ostelli per la gioventú) esclusi i rifugi alpini devono richiedere la Carta di Identità e non possono dare alloggio a persone prive di un documento di identificazione.

Art. 113 - Le persone che richiedono una concessione della licenza per distribuire, affiggere o mettere in circolazione, in luogo pubblico, aperto o esposto al pubblico scritti o disegni devono possedere ed esibire la Carta di Identità.

Art. 119 - Le persone che compiono operazioni di pegno e che danno commissioni in genere alle agenzie pubbliche o agli uffici pubblici di affari sono tenute a dimostrare la propria identità, mediante la esibizione della carta di identità.

Art. 120 - Gli esercenti le pubbliche agenzie non possono compiere operazioni o accettare commissioni da persone non munite della carta di identità.

Art. 127 e 128 - I fabbricanti, i commercianti, i mediatori, gli esercenti stranieri, gli agenti, i rappresentanti, i commessi viaggiatori ed i piazzisti di oggetti preziosi.

(Art 127) non possono compiere operazioni se non con le persone provviste della carta di identità (Art. 128). Essi devono tenere un registro delle operazioni che compiono giornalmente, in cui sono annotate le generalità di coloro con i quali le operazioni stesse sono compiute. Le persone che compiono operazioni con gli esercenti sopraindicati, sono tenute a dimostrare la propria identità nei modi prescritti.

Art. 135 - Gli enti pubblici, gli altri enti collettivi e i privati autorizzati con licenza del Prefetto a prestare opere di vigilanza o custodia di proprietà mobiliari od immobiliari, ad eseguire investigazioni, ricerche od a raccogliere informazioni per conto di privati sono obbligati a tenere un registro degli affari che compiono giornalmente, nel quale sono annotate le generalità delle persone con cui gli affari sono compiuti. Le persone, che compiono operazioni con gli uffici suddetti, sono tenute a dimostrare la propria identità, mediante la esibizione della carta di identità. Essi non possono compiere operazioni o accettare commissioni con o da persone non munite della carta di identità.

 
[2] In particolare nei seguenti articoli:


Art. 17 – L’obbligo, imposto dalla legge a chi richiede l'acquisto di determinate merci o la prestazione di determinati servizi, di dimostrare, la propria identità personale, mediante l'esibizione della carta di identità, riguarda esclusivamente le operazioni che si svolgono con l'intervento personale dei committenti.

Art. 193 - La disposizione dell'art. 109 del T.U. circa l'obbligo dell'esibizione della carta d'identità non si applica alle Case od Istituti di Cura (istituti sanitari nei quali vengono ricoverate le persone, affette da malattie in atto e, perciò, bisognevoli di speciali cure medico chirurgiche). I titolari di dette case sono però obbligati alla tenuta di uno speciale registro ed alla notifica all'autorità di P.S. delle persone ricoverate.

Art. 288 - La carta di identità costituisce mezzo di identificazione ai fini di polizia. Chi la richiede è tenuto soltanto a dimostrare la propria identità personale.

Art. 294 - La carta d'identità od i titoli equipollenti devono essere esibiti ad ogni richiesta degli ufficiali e degli agenti di pubblica sicurezza.


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