6 settembre 2007
NUOVE LEGGI PER TUTELARE IL CONSUMATORE DALLE PRATICHE COMMERCIALI SLEALI
Tempi
duri per chi utilizza prassi commerciali sleali, offrendo prodotti
‘porta a porta’, per telefono o attraverso un sito web anche se posto
all’estero.
Il Governo italiano il 27 luglio scorso ha approvato un decreto legislativi contro le pratiche commerciali scorrette e aggressive.
Il
Consiglio dei ministri ha, infatti, approvato due decreti legislativi
in materia e con questo via libera l’Italia è tra i primi paesi a
recepire la Direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali.
Le nuove norme vietano le pratiche commerciali scorrette nei rapporti tra imprese e consumatori; si amplia ulteriormente il campo delle condotte sanzionabili e si rafforzano le competenze dell’Antitrust.
Ecco
dieci esempi di comportamenti che saranno vietati con l'entrata in
vigore del Decreto Legislativo, a giudizio del Ministero per lo
Sviluppo Economico
1) effettuare visite non gradite a casa del consumatore;
2) effettuare ripetute sollecitazioni commerciali per telefono, posta elettronica o altro messo;
3) esortare i bambini o convincere i genitori ad acquistare i prodotti reclamizzati
4) lasciare intendere che il consumatore abbia già vinto un premio in caso di acquisto di un prodotto;
5) far credere al consumatore che in caso di mancato acquisto del prodotto sia in pericolo l’attività lavorativa del venditore;
6) presentare come gratuita l’offerta di un prodotto quando, in realtà, saranno caricati sul consumatore i costi di spedizione;
7) esibire al consumatore un marchio di qualità non autorizzato o presentare un prodotto con certificazioni non veritiere;
8)
sollecitare all’acquisto dichiarando che il consumatore non troverà
quel prodotto ad un prezzo così basso presso nessun altro venditore;
9)
fare pressing psicologico sul consumatore dando l’impressione che non
possa lasciare i locali senza acquistare un qualche prodotto o
concludere un contratto;
10) dare informazioni non veritiere sulla qualità del prodotto, sui prezzi di mercato e sulle proprietà curative del prodotto.
6 settembre 2007
NUOVE LEGGI PER TUTELARE IL CONSUMATORE DALLE PRATICHE COMMERCIALI SLEALI
Tempi duri per chi utilizza prassi commerciali sleali, offrendo prodotti ‘porta a porta’, per telefono o attraverso un sito web anche se posto all’estero.
Il Governo italiano il 27 luglio scorso ha approvato un decreto legislativi contro le pratiche commerciali scorrette e aggressive.
Il Consiglio dei ministri ha, infatti, approvato due decreti legislativi in materia e con questo via libera l’Italia è tra i primi paesi a recepire la Direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali.
Le nuove norme vietano le pratiche commerciali scorrette nei rapporti tra imprese e consumatori; si amplia ulteriormente il campo delle condotte sanzionabili e si rafforzano le competenze dell’Antitrust.
Ecco dieci esempi di comportamenti che saranno vietati con l'entrata in vigore del Decreto Legislativo, a giudizio del Ministero per lo Sviluppo Economico
1) effettuare visite non gradite a casa del consumatore;
2) effettuare ripetute sollecitazioni commerciali per telefono, posta elettronica o altro messo;
3) esortare i bambini o convincere i genitori ad acquistare i prodotti reclamizzati
4) lasciare intendere che il consumatore abbia già vinto un premio in caso di acquisto di un prodotto;
5) far credere al consumatore che in caso di mancato acquisto del prodotto sia in pericolo l’attività lavorativa del venditore;
6) presentare come gratuita l’offerta di un prodotto quando, in realtà, saranno caricati sul consumatore i costi di spedizione;
7) esibire al consumatore un marchio di qualità non autorizzato o presentare un prodotto con certificazioni non veritiere;
8) sollecitare all’acquisto dichiarando che il consumatore non troverà quel prodotto ad un prezzo così basso presso nessun altro venditore;
9) fare pressing psicologico sul consumatore dando l’impressione che non possa lasciare i locali senza acquistare un qualche prodotto o concludere un contratto;
10) dare informazioni non veritiere sulla qualità del prodotto, sui prezzi di mercato e sulle proprietà curative del prodotto.